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Alberto Trentini a Che tempo che fa: "Mi hanno sottoposto alla macchina della verità"

Alberto Trentini, il cooperante italiano che è stato liberato dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela, ha parlato per la prima volta dopo la sua liberazione ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Raccontando i giorni della sua prigionia si è soffermato anche sulla sua esperienza con la macchina della verità. Mi hanno trasportato in una bella casa di Caracas dove sono stato delle ore in attesa, poi mi hanno portato in una stanza molto calda, dove il funzionario mi ha spiegato il funzionamento, mi ha cominciato a fare delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio, sul fatto che sono laureato in storia ha provato a dirmi che il servizio militare in italia è obbligatorio quindi sicuramente lo avevo fatto, io gli ho spiegato che non è più obbligatorio… Abbiamo avuto un dialogo a volte cordiale a volte meno e poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità. Sono 12 domande, tre gruppi da quattro, tre sono domande che ti possono incriminare tipo: “sei venuto in Venezuela per rovesciare il regime?” e poi c’è una domanda alla quale devi mentire e lo concordi con l’intervistatore, per esempio: “Hai mai litigato con tuo padre?” e io dovevo dire “No”. Io gli ho chiesto se poteva farmi domande meno ovvie..E in sostanza faceva di tutto per farmi sbagliare, e poi era molto caldo, sudavo, hai dei sensori ai polpastrelli e sul collo…Poi borbottavano tra loro facendosi sentire per innervosirmi. Quello che facevano era giustificare ai miei occhi o a quelli del sistema la mia detenzione”.

 

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