VideoItaliaIl dl stupri senza il "consenso", attiviste bloccate in piazza
Mentre la maggioranza martedì in commissione Giustizia compiva quella che la prima firmataria del ddl Laura Boldrini (Pd) ha definito «una svolta misogina» – votando il testo base proposto dalla leghista Giulia Bongiorno, senza il riferimento al consenso e in una nuova versione che aumenta le pene – donne, attiviste, militanti e associazioni antiviolenza si sono riunite davanti al Senato per dire che è nessuna legge è meglio di quella in discussione. «Se dovete arretrare, fermatevi, non fate danni peggiori», ha detto Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, annunciando una mobilitazione permanente perché «non accettiamo nessuna mediazione al ribasso sui nostri corpi», ha ribadito Be Free. Le attiviste sono state prima costrette a stare sul marciapiede di fronte, poi completamente bloccate, da una camionetta delle forze dell’ordine su un lato, un cordone di agenti della polizia sull’altro e la barriera di ferro sul lato lungo. Dalla manifestazione hanno iniziato a chiamare a gran voce la presenza delle senatrici dell'opposizione, in particolare del Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, che sono scese a portare la propria solidarietà e a dialogare con le manifestanti. Cecilia D'Elia e Valeria Valente del PD, insieme al capogruppo al Senato Boccia, oltre a Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo un momento di confronto hanno aiutato il presidio ad allargarsi sulla strada oltre il cordone di polizia, forzando la spinta dei poliziotti. "Occupate l'aula" hanno chiesto le manifestanti, a cui Valente ha risposto: "Faremo di tutto per non far passare questo ddl. Oggi la discussione era in Commissione, quando il dibattito sara' in Aula valuteremo ogni azione possibile per fermarlo".
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