VideoItaliaDdl stupri: "Schlein, un grave passo indietro"
La segretaria del Pd Elly Schlein ha sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su quello che è stato ribattezzato ddl Stupri. "Non glielo ho detto solo pubblicamente: questo testo è irricevibile, non c'è una virgola mediata con il Pd. Hanno tradito un accordo fatto ed è un problema loro. Questa proposta è un passo indietro rispetto a 22 anni di giurisprudenza che hanno consolidato il 'consenso' che è diverso dal 'dissenso'. Ho detto alla presidente che se da un buon accordo tra tutte le forze politiche si passa a una legge negativa per le donne è meglio non farla. Le ho chiesto di tornare all'accordo, reinserire il consenso e non farsi dettare la linea dal patriarcato".
Così Schlein a margine di una conferenza, mercoledì 28 gennaio, dopo che la commissione Giustizia del Senato martedì ha approvato il testo base proposto dalla leghista Giulia Bongiorno, in cui sparisce il concetto di consenso e compare quello di dissenso nella nuova formulazione del reato di violenza sessuale. Un testo che per il Pd è "irricevibile"
Bongiorno ha risposto alle critiche di Schlein invitandola, "fuori da ogni polemica", a "rileggere il testo con attenzione e animo sgombro da pregiudizi. Si renderà senz'altro conto di come questa norma costituisca una svolta in tema di violenza sulle donne". "Sarebbe davvero importante - ha aggiunto la senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia - che Elly Schlein non perdesse l'occasione di votare questa riforma".
Ora, come chiesto dalle opposizioni, si riparte da capo con il ciclo di audizioni. Anche Alleanza Verdi Sinistra ha chiesto un segnale a Meloni, con la capogruppo alla Camera Luana Zanella che ha ribadito: "Quel testo non può passare. Assurdo che si chieda alle donne di provare il loro no ad una violenza sessuale". Schierati con convinzione sul fronte del no alla proposta Bongiorno anche il Movimento 5 stelle, Italia Viva, Azione e +Europa. Schlein, da leader, si fa portavoce dell'opposizione dell'intero arco parlamentare al nuovo ddl stupri, ma al contempo deve occuparsi anche delle questioni interne al partito.