VideoFattiNiscemi, le immagini dall'elicottero della Guardia costiera
Strade, case e terreni trascinati via dalla frana innescata domenica scorsa dal ciclone Harry. "La frana – ha detto il capo della protezione civile, Fabio Ciciliano – è ancora attiva. La situazione è molto, molto complicata". E i cittadini continuano a restare con il fiato sospeso. Solo nelle ultime 12 ore sono stati 70 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco per recuperare beni dalle abitazioni evacuate. Un lenzuolo bianco è stato appeso su un palazzo che si affaccia sulla piazza principale del paese. Di fronte c'è il Comune dove si susseguono riunioni e vertici e accanto una chiesa, dove ieri sera Niscemi si è affidata alla Madonna del Bosco, patrona del paese. L'Ordine regionale dei geologi di Sicilia ha espresso "profonda e sincera solidarietà'" alla popolazione. La frana di Niscemi, spiega il presidente Paolo Mozzicato, "non può essere letta come un evento improvviso o eccezionale, ma va inquadrata all'interno di un contesto geologico ben noto e storicamente documentato. I precedenti del 1790 e del 1997, ampiamente descritti negli archivi storici e negli studi scientifici, dimostrano come l'area sia interessata da una fragilità strutturale e geologica di lungo periodo, legata alla natura dei terreni sabbioso-argilloso-marnosi, al particolare assetto stratigrafico del versante e alla complessa dinamica idrogeologica che caratterizza la collina di Niscemi".
Si tratta di processi "lenti ma persistenti", che possono riattivarsi "in presenza di condizioni predisponenti e innescanti, quali prolungati periodi di pioggia, alterazioni del naturale deflusso delle acque, urbanizzazioni non compatibili con le caratteristiche del suolo e insufficiente manutenzione delle opere di regimazione idraulica".
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