VideoFattiAttentato Ranucci, avvocati Lavitola: "Voleva solo proteggere Ranucci da un attentato"
Valter Lavitola, indicato dalla Procura di Roma come presunto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Tribunale del Riesame, sostenendo di aver agito per proteggere il giornalista da un attentato di cui avrebbe avuto notizia.
Secondo i difensori Sergio e Arturo Cola, Lavitola avrebbe contattato più volte Ranucci tra ottobre e dicembre per chiedere un rafforzamento della scorta, escludendo qualsiasi finalità politica. La difesa respinge infatti l’ipotesi dell’accusa secondo cui l’attentato sarebbe servito a favorire una futura candidatura del conduttore di Report.
Lavitola avrebbe ammesso un vantaggio personale, definito come «riscatto sociale», ma solo quale effetto collaterale del rapporto con Ranucci. Sulle modalità esecutive avrebbe assunto la responsabilità dell’operazione, precisando però che l’idea della bomba sarebbe stata di Gomez, incaricato con un «mandato in bianco».
I legali hanno chiesto i domiciliari a Noepoli, in Basilicata, e sollevato l’eccezione di incompetenza territoriale.