VideoFattiVenezia 83, Susan Sarandon indossa una spilla pro-palestinese sul red carpet
"Il ruolo dei festival in una prospettiva politica è molto importante, perché è possibile vedere film che normalmente non si vedono mai in giro. Ormai negli Stati Uniti è sempre più difficile riuscire a vedere opere che non siano di produzione prettamente americana. Sono andate scomparendo quelle piccole sale dove era invece possibile andare a vedere film indipendenti provenienti da altre nazioni. Per quello che riguarda il genocidio in Palestina, non penso certo che cessi perché se ne parla qui a Venezia, comunque ritengo che tutti i film abbiano una funzione politica, nel senso che comunque un film può rappresentare una sfida, può mettere in dubbio lo status quo".
Così al Lido Susan Sarandon, nel cast di The Echo Chamber, il film di Andrea Pallaoro in corsa per l'Italia per il Leone d'oro. "Per quanto riguarda in particolare la Palestina - ha continuato l'attrice - ci sono molti film realizzati da registi palestinesi o sulla questione palestinese che non vedono la luce". Infine riguardo al collega Mark Ruffalo, accusato di antisemitismo per le sue critiche alla fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros Discovery, finanziata dai capitali di Larry Ellison, il padre di David e Ceo garantita di Oracle, il colosso tecnologico che da decenni fornisce sostegno alle forze armate e alla polizia di Israele, Sarandon ha sottolineato: "È stato attaccato non per il fatto di essere antisemita o meno, ma per le informazioni che ha diffuso circa il possibile danno che una fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, potrebbe arrecare alle persone. Si dà poi il caso che la fusione potrebbe essere realizzata appunto da un sionista, ma la questione non è affatto questa".
L'attrice premio Oscar ha sfilato con un elegantissimo abito nero con scollo a barca dove spiccava la spilletta 'Artists4Ceasefire' del collettivo di attori, registi e altri artisti che ha chiesto un cessate il fuoco permanente a Gaza e una "pace giusta e duratura" tra palestinesi e israeliani. Progettata da Shepard Fairey, la spilletta presenta una colomba che trasporta un fiore di loto con un gambo di filo spinato: un'immagine che per gli artisti incarna "speranza, resilienza e una pace giusta". Mentre, il cuore sopra il fiore "rafforza il potere di guidare con amore, ricordando a tutti noi che l'amore per l'umanità include un impegno per la liberazione e la libertà per tutte le persone, dalla Palestina e il Libano, all'Iran, al Sudan, al Minnesota e oltre".