VideoFattiFemminicidio a Messina, fermato l'ex compagno che ha confessato
Oltre dieci coltellate al torace, alla schiena, alla testa. Sferrate con violenza, accanendosi sulla donna ormai a terra. "Ero esasperato, avevamo una relazione tribolata", ha detto agli inquirenti Santino Bonfiglio, 67 anni, reo confesso del femminicidio di Daniela Zinnanti, 50 anni, uccisa lunedì sera nella sua casa di via Lombardia a Messina. Un giorno prima del ritrovamento da parte della figlia, che lo ha scoperto martedì intorno alle 19. La figlia, al settimo mese di gravidanza, è andata a casa della madre dopo aver tentato di contattarla al telefono per tutta la giornata. Il cellulare suonava, ma nessuno rispondeva.
La ricognizione del medico legale ha confermato che la donna è stata uccisa 24 ore prima del ritrovamento. La figlia l'ha trovata a terra in un lago di sangue. Si è sentita male ed è stata ricoverata in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi, ma è rimasta in osservazione anche questa notte. Un femminicidio annunciato, hanno tuonato i familiari della vittima. Il fratello Roberto racconta che "si erano conosciuti poco più di anno fa, ma fin da subito la relazione ha avuto alti e bassi. L'uomo più volte aveva manifestato atteggiamenti molto violenti contro mia sorella".
L'arma del delitto non sarebbe ancora stata trovata: il coltello rinvenuto nel cassonetto vicino all'abitazione di Daniela Zinnanti non è l'arma del delitto. Gli investigatori, guidati dal capo della Squadra mobile di Messina, Vittorio La Torre, stanno ancora cercando il coltello da cucina che Santino Bonfiglio ha preso dalla cucina della donna. L'uomo, che ha confessato davanti al magistrato il delitto, è accusato di omicidio volontario aggravato, evasione e porto illegale d'arma bianca. Al momento è rinchiuso in carcere a Messina, in attesa dell'udienza di convalida del fermo.
Secondo Oleg Traclo, avvocato dell'indagato, Bonfiglio, camionista in pensione, aveva incontrato la vittima per chiarirsi sulla seconda denuncia presentata da Daniela Zinnanti, per cui era indagato per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, anche se vivevano in diverse abitazioni.Per gli investigatori è molto probabile che volesse far ritirare la denuncia alla donna. La procura di Messina e la Squadra mobile hanno ricostruito i precedenti dell'uomo e sono emersi diversi episodi di violenza, alcuni con interventi delle forze dell'ordine. Bonfiglio era già stato denunciato altre tre volte da Daniela Zinnanti. Della coppia si erano interessati gli agenti delle Volanti di Messina, i carabinieri e la Squadra mobile.
Una prima denuncia è della primavera dell'anno scorso e aveva portato al divieto di avvicinamento alla donna, firmato dal gip di Messina. Un provvedimento che l'uomo ha violato poco dopo. Questo ha portato all'aggravamento della misura a giugno, a seguito della seconda denuncia della donna. Bonfiglio è finito una prima volta agli arresti domiciliari, la scorsa estate. Ma la sua detenzione è durata poco, perché la donna ha deciso di rimettere la denuncia nei suoi confronti. Bonfiglio è stato scarcerato e fra i due è ripresa una sorta di frequentazione. Poi a novembre un nuovo episodio con un'altra denuncia, anche questa volta ritirata dalla donna.
A febbraio, dopo l'ennesimo pestaggio, Daniela Zinnanti si è decisa a denunciare l'ex compagno e a non tornare indietro.Bonfiglio, visti i precedenti e la recidività, è stato messo agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. "Solitamente il dispositivo viene applicato entro due, massimo tre giorni dalla ditta incaricata - dice un investigatore -. Questa volta non ce n'erano di disponibili".