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«Durante la settimana è raro che si arrivi a guadagnare più di 50 euro al giorno», conferma dal sedile posteriore Pietro, padre 71enne di Rosario che lo accompagna facendogli da navigatore. «Gli faccio compagnia e, allo stesso tempo, sono più tranquillo per lui visto che è sempre su strada», conclude un po’ preoccupato. Il cellulare intanto segna 3,69 € per 4 km. «Una volta a Palermo – continua Rosario – la tariffa base di Glovo era 2,70 €, composta da 1,30 euro per il ritiro, 40 centesimi al chilometro e moltiplicatori molto più alti. Oggi la base è scesa a 1,10 euro, più 36 centesimi al chilometro, e anche i moltiplicatori sono calati. La consegna minima resta a 2,70 euro». Ricostruzione che si inserisce in un quadro di tagli denunciato anche da NIdiL Cgil, secondo cui le ultime tariffe sarebbero arrivate in alcune città tra 1,90 e 2,60 euro a consegna. Oggi i riders per guadagnare quanto un anno prima «sono costretti a fare quasi il doppio delle consegne – spiega Francesco Brugnone, segretario generale Nidil Cgil Palermo – aumentando i rischi per la loro salute e sicurezza. Se vuoi racimolare qualcosa bisogna stare in strada sette giorni su sette. Il loro ufficio è la strada e, in una città come Palermo, rischiano di perdere la vita ad ogni buca».

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