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Meloni: "Non a mio agio se i leader religiosi fanno quel che dicono i politici"

Il rapporto tra l'Italia e gli Usa "non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici, e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non sei d'accordo, che è quello che io faccio ogni giorno". L'ha detto la premier Giorgia Meloni, parlando a margine della sua visita al Vinitaly di Verona. "Penso che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili. Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a Papa Leone. Francamente, io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Diciamo, non in questa parte del mondo" ha poi aggiunto.

Nel pomeriggio poi arriva la replica di Trump, che in una telefonata al Corriere ha risposto alla premier dicendo che "è lei che è inaccettabile" (e non le parole del presidente Usa su papa Leone XIV) "perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Lo dichiara il presidente degli Stati Uniti nel corso di un'intervista telefonica con il Corriere della Sera. Quanto a Papa Leone e al suo appello per la pace, per Trump il Pontefice non capisce che l’Iran costituisce una minaccia nucleare: "Non capisce e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".

Quando la corrispondente del Corriere da New York gli chiede se abbia parlato con Meloni della vicenda, Trump risponde: "No, non da molto tempo". Il tema è che Meloni "non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo". "Non è più la stessa persona - aggiunge in un altro passaggio - e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa». Trump torna inoltre a ripetere che l’Europa sta "distruggendo se stessa dall’interno" con le sue politiche di immigrazione e legate all’energia. "Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto". Sull'invio di navi dragamine, "ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta", lamenta ancora il presidente statunitense.

Infine, Trump risponde una domanda sulla sconfitta elettorale del premier ungherese Viktor Orban, non risparmiando un'ultima frecciata a Roma: "Era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l’Italia”.

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