VideoItaliaFine vita: lettera del figlio di Lucia, la donna che ha scelto la morte assistita
Il figlio di Lucia, l’80enne morta in Svizzera con il suicidio assistito, ha affidato a una lettera letta dall’Associazione Luca Coscioni al Caffè San Marco di Trieste il racconto degli ultimi momenti della madre. "Non nascondo che fino all'ultimo ho sperato egoisticamente che tornasse con noi in Italia, insieme ai sanitari di supporto", ha scritto, spiegando che la risolutezza della donna, segnata da "un'infinita sofferenza", l’ha portata a morire tra le sue braccia dopo un’ultima videochiamata con il marito. Il figlio ha ringraziato "Marco Cappato e tutti i membri dell'associazione" per il sostegno ricevuto, auspicando che la testimonianza possa aiutare chi soffre "nel più oscuro silenzio".
Prima della conferenza, Cappato e altri attivisti si erano autodenunciati alla Questura di Trieste. "E' la seconda volta che la Regione Fvg nega l'aiuto medico a morire senza soffrire a una persona che aveva pienamente diritto, questo per noi è violenza di Stato", ha detto. Lucia aveva chiesto ad Asugi la verifica delle proprie condizioni: dopo un primo diniego, una seconda valutazione è rimasta senza risposta.
Per l’avvocata Filomena Gallo, la donna, ex infermiera a Trieste, "avrebbe voluto morire nella sua città" ma è stata costretta ad andare all’estero. Il caso ha riaperto il confronto politico sul fine vita, tra chi denuncia il vuoto normativo e chi chiede di puntare su cure palliative, hospice e assistenza domiciliare.