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Venezuela, le riprese aeree mostrano la distruzione a La Guaira

A cinque giorni dal terremoto che ha devastato il Venezuela, la priorità resta trovare sopravvissuti e riaprire le vie d’accesso agli aiuti. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di nuovo personale militare: marines e specialisti dell’aviazione lavoreranno per aumentare la capacità dell’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, che serve Caracas, e per riaprire il porto di La Guaira, decisivo per far arrivare i soccorsi.

Proprio La Guaira resta l’epicentro dell’emergenza. Il governo di Delcy Rodríguez ha limitato l’accesso ai civili dopo il collasso del traffico provocato dall’afflusso di veicoli verso la costa. Le autorità parlano di oltre 770 edifici crollati in tutto o in parte solo a Caracas, il doppio rispetto ai primi conteggi, mentre le scosse di assestamento spingono molti abitanti a dormire in strada. Una commissione dovrà valutare quali palazzi siano sicuri e quali vadano evacuati.

Anche la Cina ha annunciato nuovi aiuti: 100 milioni di yuan, circa 14,7 milioni di dollari, in forniture umanitarie e immagini satellitari per orientare i soccorsi. Washington fornisce un supporto analogo dall’alto, per individuare le zone più danneggiate. Il bilancio resta pesantissimo: almeno 1.430 morti e oltre 3.200 feriti. Ma tra le macerie, ha detto Rodríguez, vengono trovate ancora persone vive: «Non perdiamo mai la speranza». Intanto María Corina Machado annuncia il ritorno: «È mio dovere stare accanto al mio popolo».

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