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Fine vita, associazione Luca Coscioni si autodenuncia dopo la morte di Lucia

Marco Cappato, presidente e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, si è autodenunciato alla Questura di Trieste insieme agli attivisti Matteo D’Angelo e Antonella Lauvergnac. I tre hanno accompagnato in Svizzera Lucia, 80enne triestina affetta da una patologia neurodegenerativa, morta il 3 giugno dopo aver avuto accesso al "suicidio medicalmente assistito". "Ci siamo autodenunciati - ha detto Cappato - perché chiediamo alla Procura di Trieste di accertare le responsabilità della morte di Lucia".

Secondo l’associazione, Lucia avrebbe avuto le condizioni per ottenere l’aiuto medico alla morte volontaria in Italia, ma l’Azienda sanitaria giuliano isontina aveva respinto la richiesta sostenendo che non fosse dipendente da trattamenti di sostegno vitale. "È la seconda volta - ha detto Marco Cappato - che la Regione Friuli Venezia Giulia nega l'aiuto medico a morire senza soffrire a una persona che aveva pienamente diritto, questo per noi è violenza di Stato".

Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha ricordato il caso di Martina Oppelli e denunciato che Lucia, dopo il primo diniego, non ha ricevuto una risposta in tempi compatibili con l’aggravarsi delle sue condizioni. "Chiediamo che la magistratura accerti verità e responsabilità su quanto accaduto".

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