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Iran, la televisione di stato conferma l'attacco israeliano a Teheran

La televisione di stato iraniana ha confermato l'attacco israeliano e statunitense su Teheran. Sono una trentina le esplosioni registrate in quattro città dell’Iran in seguito all’attacco di Israele, che ha preso di mira i vertici politici, militari e religiosi del paese. Tra gli obiettivi colpiti a Teheran, oltre alle residenze di Khamenei e Pezeshkian, ci sarebbe la sede del ministero dell’Intelligence. L’ayatollah Ali Khamenei non si troverebbe in città sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro, anche se al momento non si registrano sue dichiarazioni dirette.

È stata invece diffusa una nota del ministero degli Esteri iraniano, che parla di una «rinnovata aggressione» a cui le forze armate di Teheran «risponderanno con piena forza». Il popolo iraniano «è fiero di aver fatto tutto il necessario per evitare la guerra» ma ora «è tempo di difendere la patria e contrastare l'aggressione militare del nemico». Lo ha scritto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una dichiarazione pubblica, aggiungendo: «Così come eravamo pronti a negoziare, siamo ancora più pronti a difendere l'integrità dell'Iran. Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran risponderanno con fermezza agli aggressori», ha assicurato.

Gli attacchi di questa mattina, ha aggiunto, sono una "violazione del diritto internazionale» e avvengono mentre è in corso un processo diplomatico. La risposta a «questa aggressione è un diritto legale e legittimo dell'Iran» e le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran utilizzeranno tutte le loro capacità e risorse per contrastare questa aggressione criminale e respingere il male del nemico», ha detto, parlando di una risposta «ferma e decisiva» che «farà pentire» gli aggressori. 

Araghchi inoltre ha invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad agire per «affrontare la violazione della pace e della sicurezza internazionale» causata dall'aggressione di Usa e Israele. «Si attende da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, in particolare dai paesi della regione e islamici, dai membri del Movimento dei Paesi Non Allineati e da tutti gli Stati che si sentono responsabili per la pace e la sicurezza internazionale, di condannare fermamente questo atto aggressivo e di intraprendere un'azione urgente e collettiva per contrastarlo, poiché senza dubbio mette in pericolo la pace e la sicurezza della regione e del mondo in modo senza precedenti», ha aggiunto Araghchi.

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