VideoMondoIl Papa: “Prego per le vittime del terremoto e per il popolo venezuelano”
Usa lo spagnolo per esprimere il suo pensiero di affetto e vicinanza, rincuorando chi ormai dal 24 giugno piange i propri cari. Papa Leone, dopo l'Angelus, pensa al Venezuela dove si contano i morti dopo le due scosse di terremoto che hanno segnato irrimediabilmente La Guaira, epicentro della catastrofe a 40 km dalla capitale Caracas: "Nelle mie preghiere ricordo sempre le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano: che il Signore lo sostenga in questo momento così difficile".
Nel paese si contano ormai quasi 3mila vittime nel doppio terremoto, uno dei più potenti e devastanti dell'America latina. Molti sfollati sono ancora per strada o rifugiati in condizioni precarie inoltre le squadre di soccorso internazionali stanno gradualmente interrompendo le ricerche di sopravvissuti tra le macerie.
Il Papa ricorda poi la beatificazione avvenuta il 2 luglio scorso nel Santuario di Tac Say in Vietnam, del sacerdote Francesco Saverio Trương Bửu Diệp, ucciso nel 1946 in odio alla fede. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Louis Antonio Gokim Tagle, pro-prefetto del dicastero per l'Evangelizzazione, che ha definito il sacerdote "un missionario per eccellenza". Leone XIV lo indica come esempio di prossimità: in un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandonò i suoi parrocchiani. La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione.
Infine il saluto ai presenti in Piazza San Pietro e il benvenuto ai pellegrini provenienti dal Brasile e al Coro dell'Università di Merida, in Venezuela. Il pontefice si rivolge anche ad alcuni gruppi polacchi e ad alcuni gruppi di fedeli italiani provenienti da Bellagio, sul lago di Como, e dalla Sicilia.