VideoMondoTeheran, folla oceanica ai funerali di Khamenei tra lutto e tensione
«Morte all’America», «Vendetta», «#KillTrump»: le esequie di Stato per Ali Khamenei si sono trasformate a Teheran in una prova di fedeltà alla Repubblica islamica e in un messaggio contro Israele e Washington, mentre negli Usa si celebrano i 250 anni dell’indipendenza. A quattro mesi dai raid israelo-americani che lo hanno ucciso, migliaia di persone in nero hanno raggiunto la Grande Moschea, dove la bara dell’ex Guida suprema è stata esposta con quelle dei familiari morti nell’attacco.
Il grande assente resta Mojtaba Khamenei, nuovo leader del regime: ferito nei bombardamenti e mai apparso in pubblico, comunica solo con note scritte. Secondo il New York Times avrebbe voluto pregare sulla salma del padre a Mashhad, ma la sicurezza teme un nuovo tentativo israeliano di colpirlo.
Il regime vuole trasformare i funerali in una mobilitazione di massa e in una prova di forza prima dei negoziati con gli Usa, previsti da Al Arabiya l’11 luglio in Pakistan su sanzioni, fondi congelati e nucleare. Trump, ad Axios, ha confermato lo stop ai colloqui e definito forse «finte» le lacrime viste in tv. Assenti molti paesi europei, Italia compresa, accusata di complicità nella guerra.