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Decreto sicurezza, Nordio in conferenza stampa: "Evitiamo il ritorno delle Brigate rosse"

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni, del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani e del ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica. Il provvedimento è stato presentato ieri in conferenza stampa, durante la quale il ministro Nordio ha detto: "Quando cinquant'anni fa sono entrato in magistratura, una delle mie prime inchieste è stata sulla colonna veneta delle Brigate Rosse. Un fenomeno nato proprio per una insufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, verso queste forme di aggressività odiosa nei confronti delle forze dell'ordine che era stata trascurata. Ricordiamo le espressioni "compagni che sbagliano" e "sedicenti brigate rosse". Cerchiamo, con un'attività di prevenzione e repressione, di evitare che quei tristi momenti si ripetano".
Immediata la reazione delle opposizioni. "Un linguaggio che richiama modelli estranei alla cultura costituzionale europea e che nulla ha a che vedere con la sicurezza reale dei cittadini", ha detto Francesco Boccia del Partito democratico. "Evocare le Brigate Rosse, come ha fatto il ministro Nordio, - ha aggiunto Boccia - non è solo una forzatura storica: è un errore politico profondo. La stagione del terrorismo è stata sconfitta da una democrazia forte, unita e rispettosa dello Stato di diritto".

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