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Papa Leone XIV: “La vita si gioca in squadra, non è una corsa solitaria”

"Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l'innocente". È il cuore del messaggio affidato da Papa Leone XIV alla Sagrada Familia, nell'ultimo e più simbolico appuntamento della sua visita a Barcellona. A cent'anni dalla morte di Antoni Gaudi', il Pontefice ha celebrato la messa nella basilica che più di ogni altra racconta il sogno spirituale dell'architetto catalano, culminata con la benedizione della Torre di Gesù Cristo appena completata.

Nel tempio che Gaudì immaginò come una catechesi di pietra e luce, Leone ha intrecciato il ricordo dell'architetto con una riflessione sulla Chiesa e sul tempo presente. "Questa chiesa è un unico edificio composto di molte pietre. Noi tutti siamo le pietre vive di quest'opera, che ha Cristo per fondamento e culmine", ha detto durante l'omelia, definendo la Sagrada Familia "molto più di un monumento". Non un'opera conclusa da ammirare, ma un cantiere che continua a parlare della fede come "cammino e costruzione quotidiana".

In tempi di guerra, quindi, ancora una volta è la pace a dominare i discorsi e le preghiere del Pontefice. Già poche ore prima, all'abbazia di Montserrat, il Papa aveva invitato a "deporre le armature che induriscono i cuori". E alla Sagrada Familia quel richiamo ha assunto toni ancora più netti, trasformandosi in una condanna della guerra e della violenza contro gli innocenti. Conflitti, ma anche messaggi per i giovani. Sin dall'arrivo a Madrid, Leone XIV ha infatti voluto alternare gli incontri istituzionali a momenti di dialogo diretto con le nuove generazioni, tra riflessioni sulla salute mentale, battute sull'intelligenza artificiale e riferimenti alla cultura pop, come dimostra l'incontro con il rapper portoricano Bad Bunny allo stadio Bernabeu. Una cifra comunicativa che ha accompagnato tutto il viaggio spagnolo.

Il Papa ha confessato anche che "non pensava di fare il Pontefice" e ha colto l'occasione dei Mondiali di calcio per lanciare un nuovo messaggio: "Il calcio ci ricorda qualcosa che non dobbiamo dimenticare: la vita non è una gara per mettersi in mostra da soli, ma un cammino che impariamo a percorrere insieme. Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita". 

Si chiude così, la due giorni catalana del viaggio di Leone XIV in Spagna. Venerdì 11 giugno il Papa volerà alle Canarie per l'ultima tappa del pellegrinaggio apostolico. Non una meta casuale quest'ultima, ma scelta appositamente perché uno dei territori in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti che arrivano in Europa.

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