VideoMondoIndia, a Mumbai la protesta degli studenti contro il ministro dell'Istruzione
È salito ad almeno 178 feriti il bilancio delle proteste studentesche scoppiate in India contro il sistema educativo e il ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan. A Mumbai gli studenti contestano la presunta fuga di informazioni sui quesiti del test di ingresso a Medicina. Le manifestazioni, iniziate il 20 luglio a Nuova Delhi e in altre città, hanno raggiunto il momento di maggiore tensione quando la polizia ha impedito ai cortei di dirigersi verso il Parlamento. La Conferenza episcopale cattolica indiana si è detta «profondamente addolorata» per l’intervento delle forze dell’ordine, esprimendo solidarietà agli studenti e definendo l’uso della forza contro manifestanti pacifici un colpo allo spirito democratico del Paese. I vescovi hanno sostenuto la richiesta di un sistema scolastico più trasparente, equo e responsabile, chiedendo alle autorità di aprire un confronto reale. Preoccupazione anche per Sonam Wangchuk, ingegnere ed educatore diventato uno dei simboli della protesta, ricoverato dopo 26 giorni di sciopero della fame. La Conferenza dei religiosi dell’India ha parlato di una risposta «ingiustificata e sproporzionata», sollecitando un’indagine sulle accuse di brutalità della polizia. Ai manifestanti è stato rivolto l’invito a mantenere la protesta non violenta.