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Ddl caccia, Lav in presidio davanti al Pantheon

L'aula del Senato ha bocciato, con votazione per alzata di mano, la richiesta di non passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge sulla caccia, avanzata dalla senatrice del M5S Sabrina Licheri. L'assemblea è quindi passata alle votazioni sugli emendamenti, che su questo provvedimento, presentato a palazzo Madama dai gruppi della maggioranza, sono circa 900. Secondo fonti parlamentari del centrodestra, l'obiettivo sarebbe quello di concludere i lavori con l'approvazione al più tardi entro la seduta antimeridiana di domani.

Esponenti della LAV e di altre associazioni ambientaliste e animaliste, insieme a un gruppo di cittadini, hanno manifestato oggi a Roma, nei pressi del Pantheon, in concomitanza con il voto in Senato sul disegno di legge Lollobrigida in materia di attività venatoria. I manifestanti hanno espresso contrarietà al provvedimento che, secondo quanto dichiarato in una nota dalla LAV, amplia le possibilità di caccia e riduce le tutele per la fauna selvatica. Al presidio hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della LAV, Gianluca Felicetti, e il portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli.

Anche Slowfood Italia si unisce a molte altre associazioni nella protesta contro il ddl Caccia. Il ddl intende modificare le norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio. Slowfood ritiene che il contenuto della legge sia un attacco all'ambiente, alla biodiversità e alla sicurezza delle persone, e chiede pertanto al governo di fermare i lavori. Come spiega l'associazione, nel ddl sono contenute norme che riducono le aree protette, consentono la Caccia durante il periodo migratorio pre-riproduttivo, permette l'utilizzo di silenziatori e visori notturni, la Caccia illimitata nelle aziende faunistiche private e la riapertura dei roccoli, strutture venatorie tradizionali progettate per intercettare gli stormi di varie tipologie di uccelli lungo corridoi migratori, una pratica vietata dalle leggi europee.

L'agricoltura in molte regioni italiane soffre la presenza di fauna selvatica cervidi e cinghiali) che danneggia i raccolti. Tuttavia, afferma slowfood, questo ddl non può sostituire una pianificazione attenta del contenimento di questi animali. Anche l'avifauna, essenziale tra le altre cose al contenimento degli insetti nocivi, è in diminuzione in tutto il mondo. L'Italia ha perso un terzo delle specie di avifauna presente nei territori agricoli, con punte del 50% in pianura Padana, minacciati dall'uso massiccio di prodotti chimici e dalla Caccia, dalla quale andrebbero tutelati.

"Da anni - afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia - sono sotto attacco le tutele degli animali, vittime di squilibri che abbiamo creato noi. Occorre costruire una coesistenza tra attività antropiche e fauna selvatica, stabilendo regole chiare a tutela del bene comune e degli ecosistemi. Serve la volontà gentile di ricucire quello strappo tra esseri umani e natura che è causa di tanta sofferenza. Non trasformiamo la natura in un grande luna park per poche persone".

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