VideoFattiFlotilla, un attivista rientrato dalla Libia: "Ora liberino i nostri compagni"
Stiamo bene. A noi è andata bene". La preoccupazione dei due attivisti rientrati a Venezia con un volo da Fiumicino nel pomeriggio, è più di ogni cosa. Massimo Marchini e Sofia Belfarsi, dopo tre settimane di missione della Flotilla sono tornati indietro senza poter accertarsi delle condizioni dei compagni di 25 Paesi, da cui sono stati separati al momento dell'evacuazione del ricovero di fortuna dove avevano fatto base.
Un posto isolato, hanno riferito, dove potevano avere dell'acqua attraverso cisterne di passaggio e dove hanno allestito le tende. Non parlano di percosse o maltrattamenti "per la sicurezza di tutto". Nonostante i primi dieci giorni trascorsi in addestramento dopo il loro arrivo, il 5 maggio, le cose hanno preso una piega diversa e il loro viaggio, organizzato e preparato per sei mesi, è stato interrotto improvvisamente.
"Ci dicano al più presto dove sono gli altri, come stanno e quando torneranno", è stato il loro appello. "Massimo aveva portato con sé le sue pastiglie per 5 settimane - racconta la compagna Nicoletta Tagliapietra -. Ho temuto che non gli bastassero. Ho temuto in una permanenza forzata". Marchini, originario del sestiere di Dorsoduro a Venezia, si recherà dai parenti, Belfarsi riabbraccerà i suoi cari a Treviso.
Intanto, il governo italiano chiede "sanzioni forti da parte dell'Unione europea" contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato da Limassol il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo sull'ipotesi che tra i 27 non ci sia unanimità di vedute sulle sanzioni contro il ministro israeliano. Il tema sarà discusso domani alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue nella città cipriota. "È ancora presto per concludere", ha spiegato Tajani, sottolineando che quanto avvenuto agli attivisti della Flotilla, trattati "senza alcun rispetto alla dignità umana, con aggressività, con violenza, da un ministro che è responsabile della Sicurezza nazionale" richiede "sanzioni forti da parte dell'Unione europea". "Stiamo lavorando perché tutti quanti decidano di intervenire, quindi è una decisione mirata ad una persona per fatti ben precisi. Mi auguro alla fine che si possa raggiungere l'accordo", ha aggiunto.