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Il Papa: "Preoccupato per le vittime civili dell'escalation in Ucraina"

"Seguo con preoccupazione la guerra in Ucraina che conosce in questi giorni una forte intensificazione. Desidero esprimere la mia vicinanza a quanti soffrono a causa dei recenti attacchi compiuti anche contro civili". Cosi' Papa Leone al termine dell'Udienza Generale. "La guerra non risolve i problemi, ma li aggrava. Non costruisce sicurezza, ma moltiplica la sofferenza e l'odio. Dove cadono missili e droni cadono anche le speranze si distruggono case e luoghi di preghiera, si spezzano vite innocenti", ha sottolineato il Pontefice che ha affidato "tutti i popoli feriti dalla guerra" alla protezione della Vergine Maria, Regina della Pace.

Di pace il Pontefice ha parlato anche con il premier spagnolo, Pedro Sanchez. All'orizzonte il viaggio che Leone farà nel Paese iberico dal 6 al 12 giugno. Focus del faccia a faccia, fanno sapere dal Vaticano, anche le migrazioni e il rispetto del diritto internazionale. Il Papa ha donato a Sanchez una copia della 'Magnifica humanitas', sua prima enciclica pubblicata lunedì.

Dal canto suo Sanchez ha fatto sapere che l'incontro con il Pontefice è stato "prezioso". "La sua voce - ha sottolineato - è una bussola morale nella lotta contro l'ingiustizia, per stare sempre dalla parte dei più deboli e per il suo messaggio di solidarietà contro l'egoismo, per promuovere qualcosa che oggi può sembrare rivoluzionario che è il buon senso e l'empatia contro la legge della giungla".

Il premier spagnolo ha poi sottolineato che sulla questione migranti col Vaticano c'è "una sintonia abbastanza elevata". Giovedì mattina il Papa parlerà ai vescovi italiani che in questi giorni sono riuniti per l'assemblea generale. Il giorno prima dell'incontro il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha tenuto una conferenza stampa in cui è intervenuto sulla situazione della Flottila. E se martedì il Papa, uscendo da Castel Gandolfo aveva esortato al "rispetto dei diritti umani", anche il porporato è intervenuto sull'argomento: "Non possiamo non preoccuparci. Tutte le volte che i diritti vengono calpestati è preoccupante, soprattutto quando sono le istituzioni" a farlo.

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