VideoFattiSchermidori assolti da accuse di violenza, la ragazza che ha denunciato: "Voglio giustizia"
"Assolti perché il fatto non sussiste". È la sentenza pronunciata dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Siena, Andrea Grandinetti, nei confronti di due giovani schermitori italiani imputati, con rito abbreviato, per violenza sessuale di gruppo ai danni di una schermitrice di origine uzbeka.
I fatti contestati risalirebbero alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale di scherma organizzato a Chianciano Terme, in provincia di Siena, e al quale partecipavano delegazioni di diverse federazioni sportive. Presente in aula, la giovane atleta è scoppiata in lacrime al momento della lettura della sentenza. I due ragazzi erano accusati di aver compiuto gli abusi durante il periodo di permanenza nella località termale senese per il raduno sportivo.
Alla lettura della sentenza la schermitrice è scoppiata in lacrime, poi ha affrontato le telecamere e ha annunciato di voler portare avanti la sua battaglia: per lei e per le altre donne, "perché nello sport ci sono tanti casi come il mio". La giovane di origine messicana ha parlato con i giornalisti dopo la sentenza: "Mi chiamo Fernanda Herrera, sono una sciabolatrice messicana, sono venuta in Italia per allenarmi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 - ha detto - Ero qua con mia madre e con la sicurezza che tutto potesse andare avanti, che avrei potuto trovare un futuro in Italia, ma purtroppo mi sono trovata con le peggiori persone che potessero esistere a questo mondo".
"Ci sono tanti casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne e questo non può più succedere" è stata la 'sciabolata' della giovane che ha spiegato che domani partirà per una competizione internazionale ma che "sarà difficilissimo dimenticare". La giovane atleta, all'epoca dei fatti ancora minorenne, ha spiegato di avere scelto finora di non esporsi pubblicamente. "Non ho mai voluto far vedere la mia faccia in questi tre anni in cui ho sofferto questa cosa, ma sono stanca e mi farò vedere perché sono orgogliosa di me - afferma - Per tre anni, oltre a lottare per i miei risultati e per le mie medaglie, ho lottato per la mia giustizia e non mi fermerò mai".
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