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Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano il patto sulla difesa

I sauditi hanno saputo trascinare dalla loro parte, in loro difesa, due delle potenze militari più massive del mondo musulmano, la Turchia e il Pakistan, con cui hanno siglato venerdì 7 agosto alla Mecca un patto di mutua difesa in stile Nato, dunque fondato sul principio della difesa collettiva. Lo hanno fatto i massimi vertici: il principe Mohammed bin Salman, il presidente turco Erdogan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Entrambe, sia Ankara che Islamabad, condividono un confine con l’Iran e non vogliono che il conflitto, degenerando, possa oltrepassarlo: ma questo vuole anche dire, riferiscono gli analisti, che l’accordo «potrebbe trascinare i due paesi in una guerra che finora hanno accuratamente tenuto a distanza».

L’accordo non è solo un messaggio a Teheran (state attenti), ma anche a Washington: vuol dire, in chiaro, non ci fidiamo più di voi, americani. Né delle vostre garanzie, né del livello di protezione offerto dopo gli attacchi subiti dagli iraniani che rispondevano ai raid Usa: ora c’è una deterrenza musulmana sunnita contro la minaccia sciita e iraniana. Per gli iraniani – lo ha detto per Teheran Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento – è soltanto un pezzo di “carta”: questo accordo non garantirà la sicurezza dei sauditi, che devono modificare le loro «politiche in modo da non dover implorare la sicurezza altrui».

La Turchia non ha poi escluso un futuro allargamento all'Egitto dell'accordo di difesa siglato. Lo ha fatto sapere il vicepresidente turco Cevdet Yilmaz in un'intervista alla Cnn Turk. «In futuro, naturalmente, è possibile. L'Egitto è un Paese piuttosto forte e la sua partecipazione potrebbe essere importante per un formato di questo tipo», ha dichiarato Yilmaz, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il Cairo aderisca all'intesa. Secondo il quotidiano turco Türkiye, il patto prevede, tra l'altro, la cooperazione nello scambio di informazioni di intelligence e il coordinamento in materia di sicurezza regionale.

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