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Parte "Libere anche qui", campagna contro la violenza digitale di genere

Il governo che "va in direzione contraria", il ddl Valditara e il ddl Buongiorno che "sono due ferite aperte", la misoginia che "rischia di essere sdoganata nel sentire comune". Attorno a questi temi è stata presentata al Senato "Libere anche qui", una campagna sul consenso digitale e contro la violenza di genere online promossa da amministratrici locali, associazioni e politiche di diversi schieramenti.

L’iniziativa punta a riconoscere la violenza digitale come forma concreta di violenza contro le donne, da affrontare anche sul piano normativo. Cecilia D’Elia (Pd) ha definito il ddl Valditara un provvedimento che "boicotta i percorsi di educazione alla sessualità e mina l'alleanza tra scuola e famiglia". Valeria Campagna, consigliera comunale di Latina, ha spiegato che la campagna nasce da un vissuto personale e vuole trasformare "la rabbia e l'indignazione in un percorso collettivo dal basso", con un Atlante del consenso digitale e un tavolo per una proposta di legge.

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