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Spagna, gli italiani a Fiumicino divisi tra preoccupazione e dispiacere per i controlli

Nella prima giornata di ripristino dei controlli alla frontiera anche da parte della Spagna sono stati 200 i passeggeri sottoposti a procedura di verifiche, a bordo di 12 voli, atterrati nei sei principali aeroporti, da Madrid a Barcellona, da Bilbao a Valencia. Cifre minime dal punto di vista pratico, ma pesanti per l’aspetto simbolico.

La misura è stata assunta contro «la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale» ha ribadito la ministra della Transizione ecologica spagnola, Sara Aagesen. Con l’invito a «reagire», prendendo le misure adeguate verso i flussi migratori.

Se la scelta di Roma è stata legittima per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, «come prevedono i trattati», quella di Madrid per il vicepremier è «incomprensibile e del tutto inaccettabile». A chi pensa che quella del governo italiano sia stata una misura simbolica, Tajani, intervistato da La Stampa, risponde che non lo è affatto: «Ceuta non è uno spazio Schengen ma è un’exclave spagnola, la Spagna lo è. E il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini. Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna? L’Italia, come destinazione, è il paese più esposto. Non siamo la Germania o la Norvegia». 

In questo rompicapo si è inserito il fattore tedesco sui “respingimenti” verso l’Italia. «Chi semina vento raccoglie tempesta», ha sintetizzato con una frase il senatore Pier Ferdinando Casini. La mossa della Spagna sui controlli e la svolta di Berlino hanno dato forza alle critiche delle opposizioni. «Giorgia Meloni rompe la solidarietà europea per inseguire la propaganda di Vannacci. Che autogol della premier: con tutti i problemi che ci sono nel mondo, perché dobbiamo farci del male anche da soli?», ha scritto Matteo Renzi sui social.

«Altro grande successo del governo Meloni: ora la Germania vuole rimandarci indietro le persone immigrate che sono sbarcate in Italia e sono successivamente andate in Germania», ha attaccato il deputato dei 5 Stelle, Francesco Silvestri.

Il nodo per Meloni è l’equilibrio tra la propaganda anti immigrazione, su cui fa leva il governo italiano, e il ritorno alle barriere ai confini, che rappresenta un potenziale problema anche per l’economia.

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