Video
Mondo

Zelensky a Belgrado: "L'Ucraina non ha più centrali elettriche intatte"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando da Belgrado dove ha incontrato l'omologo serbo, Aleksandar Vucic, ha affermato che, a seguito degli attacchi russi, praticamente nessuna centrale elettrica è rimasta intatta in Ucraina.

"Non ci è rimasta praticamente nessuna centrale elettrica intatta, molte stazioni ferroviarie sono state distrutte, così come ospedali, università e normali imprese civili", ha detto Zelensky, citato dai media ucraini. Il leader ha inoltre sottolineato che, a seguito degli attacchi russi, non è rimasta intatta nemmeno una singola centrale termoelettrica in Ucraina. "I missili russi sono mirati proprio a rendere la vita degli ucraini insopportabile".

Al suo fianco, il presidente serbo Aleksandar Vucic, che durante la conferenza stampa congiunta ha assicurato il sostegno all'Ucraina "nel suo cammino verso l'Ue, non abbiamo problemi al riguardo nel nostro futuro, la Serbia farà tutto il possibile per aiutare" Kiev nel suo avvicinamento a Bruxelles, ha affermato Vucic. Discorso diverso invece in relazione alla Nato, approdo che la Serbia - uno dei Paesi europei tradizionalmente più vicini a Mosca e che fu bersaglio degli attacchi dell'Alleanza Atlantica durante la guerra per il Kosovo - esclude pure per se stessa. 

Il presidente ucraino - citato a Belgrado da Sky News Uk - ha poi definito "assolutamente necessario" l'arrivo nel suo Paese di ulteriori strumenti "anti-balistici" e missili intercettori quali Patriot, SAMP/T, NASAMS, Hawk o F-16: "Tutto materiale che in Ucraina aiuterebbe a salvare vite umane, invece di restare inutilizzato negli arsenali (dei Paesi d'origine) a migliaia di chilometri di distanza dagli attacchi della Russia". "L'Europa, l'America e l'Ucraina avrebbero voluto mettere fine da tempo - ha poi ribadito - a questa guerra russa. Solo (Vladimir) Putin non vuole e si aggrappa disperatamente ai suoi missili balistici e droni per proseguirla". 

Kiev non riesce più a intercettare missili in arrivo dalla Russia. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto, la Russia ha lanciato 28 missili – 24 balistici e 4 ipersonici – e nessuno di questi è stato abbattuto. Intanto gli Stati Uniti contano i colpi che sparano. Il 28 luglio hanno respinto un attacco multiplo con missili balistici lanciati dall'Iran verso le basi Usa in Medio Oriente. Tutti sono stati intercettati, secondo quanto riportato dallo Us Central Command. Le scorte restano al minimo, con meno di mille intercettori disponibili, e più di 1.400 già usati nella guerra con l’Iran da fine febbraio a oggi.

LEGGI L'ARTICOLO

Italia

Mondo

Fatti