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L'Ice uccide una donna a Minneaopolis, i video smentiscono Trump

Rabbia e dolore a Minneapolis dopo che Renee Nicole Good, 37 anni, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco da un agente dell'Ice (Immigration and customs enforcement), l'agenzia federale statunitense responsabile dell'applicazione delle leggi su immigrazione e sicurezza delle frontiere. La sparatoria è arrivata dopo che il governo federale ha intensificato i controlli sull'immigrazione a seguito di uno scandalo sul welfare che aveva portato il governatore a ritirarsi dalla campagna per la rielezione.

Good era una cittadina statunitense e aveva una figlia di 6 anni. Prima di trasferirsi nelle Twin Cities, aveva vissuto con i genitori per breve tempo a Valley Falls, Kansas, dopo la morte del marito. Veterano militare, l'uomo è deceduto tre anni fa, ha scritto Washington Post. Aveva comunque trascorso la maggior parte della sua vita in Colorado, hanno ricordato i genitori. Good si trovava nella sua auto quando un agente federale le si è avvicinato. Quando ha cercato di allontanarsi, un agente dell'Ice le ha sparato alla testa.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha imputato quanto accaduto alla vittima. "Non voglio che si spari a nessuno, ma voglio anche che nessuno urli e cerchi di investire i poliziotti", ha detto il tycoon al New York Times. "È stata una situazione violenta", ha aggiunto, accusando la donna di aver provato a investire gli agenti. I filmati della sparatoria sembrano raccontare tutt'altro, ma le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti sono ancora in corso.

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