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Iran, gli studenti tornano a protestare contro il regime

Sono in corso anche oggi nelle università di diverse città iraniane le manifestazioni anti-governative per commemorare le persone uccise nelle proteste di massa di gennaio, dopo che già sabato si erano tenute dimostrazioni sfociate in scontri con la sicurezza. Lo riferisce l'emittente vicina all'opposizione iraniana con sede a Londra "Iran International".

Gli studenti dell'Università di Teheran si sono riuniti oggi davanti alla biblioteca centrale scandendo la frase "Morte al dittatore", in riferimento alla guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei. Nel frattempo, studenti dell'Università Ferdowsi di Mashhad, dell'Università iraniana di scienza e tecnologia e dell'Università di tecnologia di Sharif hanno anch'essi organizzato raduni, secondo quanto riportato dal canale Telegram dell'Unione studentesca.

Tra i cori intonati dagli studenti c'è stato anche: "Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine".

In vista delle nuove proteste, questa mattina le autorità iraniane hanno intensificato le misure di sicurezza nel campus Seyed Khandan dell'Università Khajeh Nasir di Teheran, in base a quanto reso noto dalla newsletter studentesca "Khajeh Nasir". L'accesso al campus sarebbe stato limitato a un solo ingresso e un certo numero di membri del Basij - la forza paramilitare legata al Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (i pasdaran), spesso impiegata nel controllo dell'ordine pubblico - sarebbe entrato nel campus dopo essersi coordinato con le forze di sicurezza. Secondo la newsletter, gli agenti del Basij hanno tentato di identificare gli studenti, costruire dossier disciplinari o legali nei loro confronti, e provocare atti di violenza. 

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