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L'appello di Meloni al Parlamento: "Approvi velocemente il disegno di legge sull'immigrazione"

"Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze politiche che vengono in tv a dire che il governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social dopo il via libera del Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio al ddl sull'immigrazione. "Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico".

La presidente del Consiglio ci ha messo la faccia e ha rivendicato il pacchetto immigrazione, già annunciato e fuoriuscito dalle norme approvate sulla sicurezza. La norma bandiera è quella del cosiddetto "blocco navale" che, già strenuamente richiesta dai banchi dell'opposizione, Meloni si intesta per ostacolare, ancora una volta, il lavoro delle navi delle ong che effettuano soccorso in mare. 

Nella narrazione della premier, il disegno di legge è "un provvedimento molto significativo per rafforzare il contrasto all'immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani", "un altro impegno del nostro programma di governo", ha spiegato parlando del blocco navale "compatibile" con le regole Ue.

Il ddl approvato prevede, in casi eccezionali e temporanei, l’interdizione alle acque territoriali per una «durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni, fino a un massimo di sei mesi». I criteri sono quattro: «Rischio concreto di atti di terrorismo», «pressione migratoria eccezionale», «emergenze sanitarie di rilevanza internazionale», «eventi internazionali di alto livello». Se l’interdizione viene violata, il testo prevede una sanzione amministrativa da 10mila a 50mila euro. Se reiterata, si rischia la confisca dell’imbarcazione.

Il provvedimento, oltre al blocco navale, prevede "procedure più veloci" di espulsione e l'ampliamento "anche dei casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia. Perché se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano", ha concluso. 

"Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare", hanno scritto in una nota congiunta sono Alarm Phone, Emergency, Medici Sena Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee.

Per le opposizioni è, invece, un provvedimento che, "insieme alle nuove norme assunte in sede europea, ci fa fare un salto indietro di 25-30 anni nella gestione dei flussi e distrugge la possibilità di avere un sistema d'asilo europeo", ha commentato Riccardo Magi di +Europa. Un tentativo del governo, per Alfonso Colucci del M5s, di "salvarsi in calcio d'angolo tornando al punto di partenza" dopo il "fallimento dei centri in Albania". 

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