VideoMondoTrump promette alternative ai dazi bocciati dalla Corte Suprema
Donald Trump incassa la sconfitta più dolorosa del suo secondo mandato, ma non arretra. "La decisione della Corte Suprema è profondamente deludente", "mi vergogno di alcuni membri della Corte che non hanno avuto il coraggio di fare quello che è giusto per il nostro Paese", ha detto il presidente, presentandosi ai cronisti nella sala stampa della Casa Bianca.
Poche ore prima la Corte Suprema aveva bocciato i dazi globali imposti praticamente a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti: serviva l'autorizzazione del Congresso, il succo della decisione. Viene a cadere un pilastro della politica economica, commerciale e di potenza della seconda presidenza Trump. A 'tradirlo' tre dei sei giudici della maggioranza conservatrice della Corte, che hanno votato insieme alle tre giudici progressiste per bocciare le tariffe: Amy Coney Barret, Neil Gorsuch e il chief justice John Roberts. "Una vergogna, ma ho un piano di riserva", ha commentato a caldo il tycoon.
Davanti ai giornalisti, trattenendo la rabbia, Trump ha rilanciato, come nel suo stile, senza cedere di un passo. "Tutti i dazi rimangono, abbiamo alternative che verranno usate per rimpiazzare quelli respinti scorrettamente dalla Corte", ha detto il presidente Usa, annunciando inoltre la firma di un ordine esecutivo "per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe già esistenti".
In attesa di comprendere appieno le implicazioni legali e pratiche della decisione della Corte, Trump ha affermato che le nuove tariffe saranno imposte ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974. È la norma che consente ai presidenti Usa di imporre dazi per un massimo di 150 giorni, senza chiedere l'autorizzazione del Congresso. Durante questo periodo, ha spiegato, verranno anche avviate nuove indagini tariffarie ai sensi della Sezione 301 del Trade Act, che potrebbero portare a dazi più permanenti.
La mossa fa parte di un piano alternativo che il team di Trump ha elaborato per mesi, nel caso in cui la Corte Suprema stabilisse che il presidente aveva oltrepassato i limiti imposti dalla legge, varando dazi globali ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act, o Ieepa. Per ora rimane l'incertezza sul futuro immediato, a cominciare dagli eventuali rimborsi agli importatori che hanno versato al Tesoro Usa 250 miliardi di dollari a partire dal 'Liberation Day' del 2 aprile 2025.
La questione "sarà discussa nei tribunali per i prossimi cinque anni", ha rimarcato il presidente. C'è poi il tema degli accordi commerciali già siglati dagli Stati Uniti, come quello con l'Unione europea. "Molti accordi rimarranno, alcuni no e saranno sostituiti dalle nuove tariffe", ha detto Trump senza fornire dettagli.
LEGGI L'ARTICOLO