VideoItaliaForenza: "Sentenza conferma che Casapound è neofascista e va sciolta"
"Stavamo tornando a casa alla spicciolata dopo la manifestazione, vicino a noi c'era anche una mamma con un bambino piccolo nel passeggino, quando il gruppo dei militanti di CasaPound ci ha raggiunto, da subito con modalità aggressive, facendo vedere catene e strumenti atti ad offendere e, nonostante avessimo cercato di evitare lo scontro, sono venuti ad aggredirci". Con queste parole Claudio Riccio ricorda i momenti dell'aggressione del 21 settembre 2018 da parte dei militanti di CasaPound, oggi condannati dal Tribunale di Bari per il raid "squadrista".
Riccio è una delle vittime di quella aggressione, colpito da un violento schiaffo alla testa sferrato alle spalle. Nel processo Riccio (Sinistra Italiana) si è costituito parte civile come gli altri manifestanti picchiati, Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Antonio Perillo, all'epoca assistente parlamentare dell'eurodeputata di Rifondazione comunista Eleonora Forenza, che quella sera era lì, soccorrendo i compagni feriti e anche lei parte civile nel processo. L'aggressione, a pochi passi dal circolo Kraken in via Eritrea, sede barese di CasaPound, è stata documentata dalle telecamere di videosorveglianza.
La manifestazione alla quale avevano partecipato le vittime si era da poco conclusa nella piazza del Redentore, a qualche isolato da via Eritrea. Era stata organizzata da gruppi politici e associazioni antifasciste per contestare le politiche migratorie dell'allora ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. I manifestanti stavano tornando verso casa quando furono aggrediti. "Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle - dice Riccio - una violenza squadrista che è la pratica politica di alcune forze organizzate neofasciste, tesa anche ad allontanare dalle piazze le persone che potrebbero spaventarsi, incutendo paura, come hanno fatto quella sera, per disincentivare la partecipazione".
"La sentenza conferma non soltanto quanto avevamo denunciato sin da quella notte, - dice Eleonora Forenza - che c'è stata una aggressione di stampo squadrista e con metodo fascista, ma conferma il nostro giudizio politico: CasaPound è un'organizzazione neofascista e va sciolta". "Mi auguro che questa sentenza - aggiunge - sia un elemento in più perché dal punto di vista legislativo si proceda in questa direzione. Credo sia il tempo - conclude - che le istituzioni continuino a dichiararsi antifasciste e a praticare l'antifascismo".
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