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Milano Cortina, la ripresa acrobatica della cerimonia vista dal cielo

La politica non può rimanere fuori: lo dice chiaramente la sfilata degli atleti nella cerimonia inaugurale dei Giochi di Milano-Cortina, con lo stadio che riserva un’ovazione alla delegazione ucraina, fischia gli atleti di Israele e insorge quando viene inquadrato in tribuna il vice di Donald Trump, J.D. Vance. 

C’è tutto il campionario. La musica immortale di Verdi, Puccini e Rossini, i paparazzi e gli influencer, il risotto e gli aperitivi, Canova e i ballerini della Scala, gli antichi romani e le maschere del Carnevale di Venezia, la moka e i colori dei maestri della pittura, l’omaggio a Raffaella Carrà, la strapop Laura Pausini che gorgheggia l’inno di Mameli, Andrea Bocelli che canta Nessun dorma, Ghali che recita il Promemoria di Gianni Rodari contro la guerra, il ricordo di Margherita Hack che da bambina sognava già le stelle.

Come Samantha Cristoforetti, l’astronauta. Il presidente Mattarella che dichiara aperti i Giochi, Charlize Theron che porta un messaggio di pace con le parole di Nelson Mandela. «Pace non è solo assenza di conflitto. La pace è la creazione di un ambiente dove tutto può fiorire, auspichiamo la pace ovunque». Il gran finale con la voce di Cecilia Bartoli e il pianoforte di Lang Lang.

La sedicesima cerimonia firmata da Marco Balich è la prima volta dell’Olimpiade diffusa. A Milano la politica, i palazzi, 67mila spettatori per una delle ultime volte di San Siro. A Cortina, a Predazzo e a Livigno la neve, la montagna, i cori degli alpini. Ma il mondo questa volta non rimane fuori. L’Olimpiade impone una tregua, ma non cancella niente.

E come dice nel suo discorso il presidente del Comitato organizzatore Giovanni Malagò rivolgendosi agli atleti: «In un momento in cui gran parte del mondo è diviso dai conflitti, la vostra stessa presenza dimostra che un altro mondo è possibile. Un mondo di unità rispetto e armonia».

Armonia, il filo che ha cucito tutta la cerimonia. Fino al momento clou, con i due bracieri accesi da Sofia Goggia a Cortina e da Deborah Compagnoni e Alberto Tomba a Milano.

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