VideoMondoMondiali di calcio, Rubio nega che gli Usa vogliano escludere l'Iran
Gli Stati Uniti non intendono escludere l'Iran dai Mondiali di calcio di quest'estate. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio, dopo che l'inviato speciale del presidente Donald Trump, Paolo Zampolli, aveva paventato la possibilità di sostituire la nazionale di Teheran, paese impegnato in guerra, con l'Italia, che non si è qualificata per il torneo ma, sempre secondo Zampolli, sarebbe la più titolata a subentrare in virtù del ranking Fifa e dell'albo d'oro della Coppa del mondo, che l'ha vista trionfare in quattro occasioni.
"Il problema con l'Iran non sarebbero i suoi atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che vorrebbero portare con sé", ha detto Rubio ai giornalisti. "Se i giocatori iraniani decidono di non venire di propria iniziativa, è perché hanno deciso di non venire", ha continuato. "Quello che non possono fare è portare nel nostro Paese un gruppo di terroristi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche fingendosi giornalisti e preparatori atletici".
"Non so da dove provenga questa voce; si tratta di speculazioni sul fatto che l'Iran potrebbe decidere di non venire e che l'Italia prenderebbe il suo posto", ha aggiunto il Segretario di Stato. "Non vogliamo penalizzare i giocatori", ha sottolineato Trump. A metà marzo, tuttavia, il presidente statunitense aveva affermato che la nazionale iraniana non sarebbe stata "al sicuro" se si fosse recata negli Stati Uniti.
L'Iran dovrebbe disputare le sue tre partite del Gruppo G a Los Angeles contro la Nuova Zelanda (16 giugno) e il Belgio (21 giugno), e poi a Seattle contro l'Egitto (27 giugno). Il suo centro di allenamento dovrebbe essere a Tucson, in Arizona.
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