VideoMondoBrasile, i festeggiamenti per la vittoria di Lula su Bolsonaro
Con 64.256.232 voti (51,79% dei voti validi), Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile. Lo rende noto la Corte elettorale brasiliana. Flávio Bolsonaro si è classificato secondo, con 59.826.041 voti (48,21%). Il risultato è stato annunciato domenica dal presidente della Corte Elettorale Superiore (TSE), il ministro Kassio Nunes Marques, che si è congratulato con i due candidati per la partecipazione al secondo turno, nonché con i sei governatori eletti. "Questa serata non appartiene solo ai candidati eletti. Appartiene, soprattutto, agli elettori brasiliani , i principali protagonisti delle elezioni e i destinatari di tutto il lavoro svolto dalla Corte Elettorale", ha sottolineato il presidente.
La difesa della sovranità nazionale, la denuncia delle ingerenze straniere attraverso le piattaforme digitali e la promessa di cambiare il modo di governare, coinvolgendo maggiormente la popolazione nelle decisioni politiche. Il leader della sinistra brasiliana ha rivendicato la vittoria come una sconfitta del "negazionismo" e della "menzogna", lanciando messaggi di autonomia nei confronti delle grandi potenze e annunciando un programma di governo incentrato su istruzione, innovazione tecnologica, sanità e sicurezza pubblica. "Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno", ha dichiarato Lula nel primo intervento, pronunciato a San Paolo davanti ai giornalisti e ai dirigenti della sua campagna elettorale.
Un riferimento alla politica estera americana che assume particolare significato alla luce delle pressioni esercitate dall'amministrazione di Donald Trump sul Brasile e delle iniziative di alcuni funzionari statunitensi per favorire il ritorno al potere della famiglia Bolsonaro. Lula ha poi accusato le grandi piattaforme digitali di aver interferito nella campagna elettorale. "Sono state elezioni nelle quali abbiamo dovuto sconfiggere le ingerenze arrivate dall'esterno attraverso le piattaforme digitali, che dovremo regolamentare", ha affermato. "Non possiamo avere aziende gigantesche che guadagnano miliardi, non pagano imposte in questo Paese e cercano di orientare il risultato elettorale".