VideoMondoIn Serbia vincono gli studenti, la festa nella piazza di Belgrado
Domenica sera la pazza festa era cominciata alle 21.31, dopo un’ora di tensione crescente. Al quartier generale della lista studentesca, a Novi Beograd, zona di antica urbanistica socialista, un lunghissimo applauso seguito da urla liberatorie spazza via un’atmosfera di cauto ottimismo.
Stanno tutti ascoltando in diretta televisiva, quasi increduli, l’ex presidente Aleksandar Vučić gettare la spugna, ad appena un’ora dalla chiusura dei seggi. «È evidente – ammette – che abbiamo perso queste elezioni». Grida, boati, abbracci.
È stato un miracolo balcanico. La più estesa protesta studentesca della storia moderna è riuscita nell’impresa di trasformare un malcontento generale in una rivoluzione pacifica, fatta sempre con le mani alzate, seppur dipinte di rosso, a simboleggiare il sangue sulle mani delle autorità, uno dei simboli della protesta.
Ma anche in una rivoluzione politica, in grado di dare il benservito a chi con disprezzo aveva tenuto in ostaggio il paese per quattordici lunghi anni, minandone le fondamenta democratiche.