VideoMondoBad Bunny al Super Bowl, i festeggiamenti nella sua città natale Porto Rico
Nell'America di Donald Trump anche il Super Bowl è diventato un evento in cui il Paese si divide. E lo show dell'intervallo, che un tempo rappresentava il momento in cui gli americani ne approfittavano per riempire le ciotole di popcorn e prendere dal frigo le lattine gelate di birra, è diventato teatro di scontro politico. L'evento sportivo più seguito negli Stati Uniti, la finale di football americano, ha visto sul campo di Santa Clara, California, la vittoria dei Seattle Seahawks contro i New England Patriots per 29-13, e nell'intervallo l'affermazione di Bad Bunny, l'artista portoricano diventato simbolo dell'America antitrumpiana e il più odiato dal movimento Maga.
Il presidente gli aveva dichiarato guerra perché canta solo in spagnolo, la base dei suoi elettori del Make America Great Again aveva annunciato il boicottaggio, accusandolo anche di evocare temi "woke", compresi quelli a favore di immigrati e transgender. Ma alla fine lo show di Bad Bunny, il cui vero nome è Benito Antonio Martinez Ocasio, secondo il giudizio di molti commentatori è stato il più americano della storia del Super Bowl. Di tutta l'America, dal Canada al Perù, celebrando 500 milioni di persone e non un solo Paese. L'artista ha ridefinito i canoni di uno show che una volta era semplice intrattenimento, trasformandolo in manifesto sociale.
Ha cantato ogni singola parola in spagnolo. Bad Bunny ha ballato in mezzo a campi di canna da zucchero costruiti su un campo da football e in un set che riproduceva una caotica strada stile New York, con le sue bodegas in cui vendono verdure, spezie e caffè. Trump definirà su Truth lo spettacolo "disgustoso", "terribile", uno "schiaffo in faccia all'America", e su questo una parte del Paese sarà d'accordo, ma forse un'ampia parte no. Lady Gaga è uscita a sorpresa, cantato in inglese e ballato la salsa. Ricky Martin ha illuminato la notte. Una coppia si è sposata realmente sul campo. Bad Bunny ha poi consegnato il suo Grammy - vinto otto giorni fa come Album dell'Anno - a un piccolo ispanico che lo guardava come ogni bambino guarda quando osa credere che il mondo abbia un posto anche per lui. Poi questo cantante, figlio di un camionista e di un'insegnante di Vega Baja, Porto Rico, è salito sul palco più grande del pianeta e ha detto: "God bless America", Dio benedica l'America. E cominciato a elencare i paesi, uno per uno.
Tutto questo mentre la gente ballava sugli spalti, riorendeva lo show con i cellulari e, sul prato, decine di ballerini portavano avanti la loro febbrile coreografia. Intanto nella sua città natale, Porto Rico, canti, balli e gente riunita per le strade per seguire lo spettacolo.
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