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Ermal Meta: "A Sanremo una ninna nanna per i bimbi spezzati di Gaza"

Trafitto dallo sguardo di una bimba di Gaza e ispirato da una ninna nanna per la figlia. Ermal Meta torna a Sanremo con "Stella stellina", l'unica canzone che nel "bouquet variegato" del Festival 2026 affronta il tema della guerra. Racconta di una bimba uccisa in un bombardamento nella Striscia. Per il polistrumentista è la settima volta all'Ariston. Ma è il debutto da papà. "Tornare dopo cinque anni è molto emozionante. La canzone che porto aumenta il mio peso emotivo. Il primo Sanremo da papà penso che cambi qualcosa. Come se avessi un grado di responsabilità maggiore", confida il cantante durante la conferenza stampa per il lancio di "Funzioni Vitali", il suo nuovo album.

Nel testo della canzone sanremese manca la parola "Gaza". Ma i riferimenti al popolo palestinese sono tanti. "Tra muri e mare non posso restare", è uno di questi. Il brano parla "di una bimba di Gaza. Una bimba senza nome che appartiene a un popolo senza voce", spiega Ermal. La canzone è uscita di getto. In appena 15 minuti. "A mia figlia piccola piace molto la musica. Ero vicino a lei e stavo suonando la chitarra. Spesso mi invento filastrocche. Qualche ora prima avevo visto un video su Instagram con delle immagini forti. Lo sguardo di una bimba di Gaza mi ha colpito molto, mi ha trafitto. Dopo che mia figlia si è addormentata ho composto la canzone, avevo ancora negli occhi lo sguardo di quella bimba". Un brano "con un peso specifico maggiore" rispetto ad altre canzoni dell'artista 44enne "così ho deciso di portarlo a Sanremo" perché "è il tempo di parlare anche dei figli degli altri, occorre allargare un po'". 

Una storia, spiega Ermal, che abbraccia non solo il popolo palestinese ma "può virare e raccontare altre tragedie nel mondo". Teme le critiche per i riferimenti alla guerra in Medio Oriente? "Intanto non si tratta di una guerra perché non ci sono due eserciti che si affrontano. Poi un cantautore ha il compito di raccontare quello che sente senza filtrarlo. Quando io mi espongo sono pronto a qualsiasi cosa per difendere quello in cui credo", risponde.

Nessuna intenzione di disertare il palco dell'Eurovision anche se, forse per scaramanzia, non confida troppo nella vittoria all'Ariston. A Vienna, tra gli artisti italiani si registra per ora il forfait di Levante che contesta la presenza di Israele. Per Ermal Meta invece l'Eurovision Song Contest rappresenta un megafono per sostenere fino in fondo il suo messaggio per Gaza. "Se dovessi vincere - spiega il compositore italo albanese - penso che ci siano tanti modi per manifestare il proprio dissenso. C'è anche quello di andare su quel palco e cantare una canzone come la mia. Se avessi avuto un'altra canzone non so se avrei dato la stessa risposta. Con questo brano non andare su quel palco sarebbe un gravissimo errore che non voglio fare perché poi me ne pentirei. Sarebbe come non fare l'ultimo passo e non sostenere fino in fondo questo messaggio. Ma se mi chiederanno di cambiare il testo non lo accetterò mai".

Prima dell'Ariston i 30 big sono attesi insieme a Carlo Conti e a Laura Pausini al Quirinale. Saranno ricevuti, venerdì prossimo da Sergio Mattarella. "Sono molto felice e onorato di incontrarlo" anche perché "negli ultimi anni è stata una figura centrale per l'immagine dell'Italia all'estero. Ha dato all'Italia una dignità e una spina dorsale che altre personalità politiche non sono riuscite a dare. Soffro le alte cariche", confida Ermal Meta perché "vado un po' in ansia come è avvenuto con il Papa ma sono molto contento di conoscere il Presidente". 

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