Video
Mondo

Mosca, in fiamme una raffineria di petrolio dopo un attacco ucraino

Nella notte le forze ucraine hanno lanciato uno degli attacchi aerei più massicci contro la Russia dall’inizio dell’anno, in un nuovo scambio di raid tra i due Paesi. Secondo l’agenzia russa Tass, sono stati abbattuti 555 droni, di cui oltre 190 nella regione di Mosca. I quattro aeroporti attorno alla capitale hanno sospeso le operazioni per tre volte e la grande raffineria Mnpz, già colpita nei giorni scorsi, ha subito nuovi danni. Situato a soli 15 chilometri dal Cremlino, l’impianto è strategico sia per l’approvvigionamento energetico dell’area di Mosca sia per l’industria bellica russa. Le immagini diffuse sui media mostrano sezioni dello stabilimento in fiamme e dense colonne di fumo nero.

Kiev, alle prese con crescenti difficoltà nel reclutamento di personale per il fronte, punta sempre più sui droni a lungo raggio contro infrastrutture strategiche russe. Tra gli obiettivi colpiti figurano un ponte ferroviario sul Canale della Crimea settentrionale e un deposito petrolifero nella regione di Rostov, dove è morto un civile. Un’altra vittima si registra nella regione di Belgorod. Sul fronte opposto, l’Ucraina denuncia tre civili uccisi nella regione di Sumy, principale bersaglio dei bombardamenti russi insieme a Kiev. I feriti in Russia sarebbero una ventina.

Sul piano diplomatico, il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha escluso che l’escalation favorisca un incontro tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Ha inoltre ribadito che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero recarsi presto a Mosca, pur ammettendo che la crisi iraniana ha distolto l’attenzione di Washington dal dossier ucraino. Intanto, nell’Unione europea emergono i primi tentativi di riaprire canali di comunicazione con la Russia. Da Bruxelles confermano l’esistenza di contatti, pur precisando che finora non sono stati affrontati temi sostanziali. Dopo anni di relazioni quasi congelate, resta comunque un segnale di possibile riavvicinamento.

Italia

Mondo

Fatti