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Omicidio del capotreno, il dolore dei colleghi al presidio dei sindacati in stazione a Bologna

Centinaia di persone, tantissimi colleghi in divisa, commozione. Al presidio indetto dai sindacati in stazione a Bologna per ricordare Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso il 5 gennaio nel parcheggio della stazione, hanno preso parte in massa i lavoratori delle ferrovie. Per manifestare il cordoglio per il collega accoltellato a morte senza motivo (il sospettato, Jelenic Marin, è stato fermato). Ma anche per chiedere maggiore sicurezza per tutti i lavoratori della rete, esposti ad aggressioni e minacce. Così in centinaia, dopo la deposizione di fiori e corone, sono partiti in corteo verso la prefettura di Bologna, con la richiesta di un incontro con il prefetto Enrico Ricci. "È ovvio che in seguito a una morte di questo tipo, a un omicidio, i lavoratori sono ancora più scioccati. A questo punto noi chiediamo alle istituzioni, alla politica, al governo e alle aziende anche degli interventi più più forti, sapendo, però,che è un problema di pubblica sicurezza", spiega Daniele De Maria della Filt-Cgil. Presenti al presidio anche il sindaco Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale con l'assessora ai Trasporti Irene Priolo, il parlamentare di FdI Marco Lisei e quelli del Pd Andrea De Maria, Virginio Merola e Andrea Casu.

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