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A Milano presidio contro il ddl Antisemitismo, c'è anche Moni Ovadia

«Io propongo di denunciare questa legge come liberticida, fascista e antisemita». Moni Ovadia, scrittore e drammaturgo di origine ebraica, ha partecipato al presidio contro il disegno di legge Antisemitismo previsto per venerdì 2 ottobre in aula alla Camera, per la discussione generale. Il seguito dell'esame del provvedimento si svolgerà dal 13 ottobre, in base a quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. «Denunciare questo governo come razzista e criminale», ha continuato, attaccando anche una parte dell'opposizione che «è la prima causa di questo disastro».

A margine del suo intervento, Ovadia ha spiegato le ragioni della sua partecipazione al presidio organizzato a Milano davanti a Palazzo Marino. «Sono qui come essere umano che crede nel valore dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani su questa terra, primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo», ha evidenziato. «Questi signori», ha continuato, «mostrano di non sapere cos'è l'Antisemitismo, perché oltre a perseguitare gli uomini giusti e liberi, perseguita anche gli ebrei. Se fossero vivi, oggi, Albert Einstein, Sigmund Freud e Hannah Arendt sarebbero condannati da questa legge. È una buffonata messa in piedi da un pugno di fascistelli e da qualche ebreo che ha perso la testa».

«Il disegno di legge contro l'antisemitismo rischia di limitare la libertà di critica a Israele e colpire le mobilitazioni per Gaza», dice Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, in un'intervista a Rinascita. La libertà di opinione, avverte, «non può essere compressa dentro un dispositivo di legge ambiguo».

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