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Processo Regeni, condannati a 10 anni i tre agenti dei servizi egiziani

La Corte d'assise di Roma ha condannato i tre agenti dei servizi segreti egiziani per la morte di Giulio Regeni a dieci anni. Si tratta del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif - per il quale la procura aveva chiesto l'ergastolo - e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Il, quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è invece stato assolto assolto.

I tre sono stati condannati solo per il sequestro di persona del ricercatore italiano, avvenuto al Cairo il 25 gennaio 2026. L'accusa di omicidio è invece caduta. Un risultato che è stato raggiunto, ha commentato il capo della procura di Roma, Francesco Lo Voi, nonostante "la non proficua cooperazione" da parte dell'Egitto e del regime di al-Sisi. "L'impianto accusatorio", ha aggiunto, "ha retto".

Se il ministro degli Esteri Antonio Tajani ci ha tenuto a specificare che non è stato condannato l'Egitto ma tre persone - "vedremo quello che succederà in secondo e in terzo grado, però c'è stato un omicidio, quindi è stata una cosa non accettabile" - l'avvocata della famiglia di Regeni, Alessandra Ballerini, ha richiamato il governo alle sue reponsabilità: "Dovrà prenderne atto", ha detto, "reclamare il risarcimento del danno come richiesto dall'avvocatura di Stato e rompere i rapporti con un Paese che lungi dall'essere sicuro, tortura, uccide anche i cittadini degli Stai cosiddetti amici". E ha aggiunto: "Questa, come direbbe Calamandrei, è la gioia e la fede del giurista ed è anche la nostra e di tutte le persone che ci hanno accompagnato e sostenuto in questo faticoso percorso di giustizia. Saremo sempre grati alla procura e agli investigatori per il loro instancabile lavoro e a Giulio che anche oggi ha fatto cose", ha concluso.

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