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Da Comiso a Sigonella, il ruolo delle basi Usa nell'operazione contro l'Iran - PresaDiretta

Atomiche americane di cui nessuno conferma la presenza, armi che transitano dai porti italiani, basi da cui partono voli di ricognizione verso l’Iran. Mentre il mondo vive un riarmo senza precedenti, nella prossima puntata di PresaDiretta, in onda su Rai 3 domenica 4 ottobre a partire dalle 20.30, la trasmissione condotta da Riccardo Iacona racconta cosa succede in Italia, che spende oggi 34 miliardi per la difesa, un record storico. 

Tutto comincia dai soldi: nel 2026 la spesa militare globale ha sfiorato i 3.290 miliardi di dollari, spinta dagli impegni dei Paesi Nato di arrivare al 5% del Pil entro il 2035. Un obiettivo che per l'Italia costerebbe 1.000 miliardi di euro. Soldi che finiscono anche sulla modernizzazione degli arsenali nucleari, dal momento che le nove potenze nucleari investono 119 miliardi di dollari l'anno in nuovi armamenti, il 19% in più del 2025.

Secondo l'esperto Hans Kristensen, tra Aviano e Ghedi sarebbero custodite alcune decine di testate americane B61, mai confermate da nessuna autorità e governate da un accordo segreto, che lascia agli Stati Uniti il controllo del lancio. 

Un reportage di PresaDiretta per seguire i movimenti sospetti di armamenti e di materiali a doppio uso, civile e militare, nei porti italiani. A Gioia Tauro 16 container di barre d'acciaio dirette in Israele sono bloccati dal marzo 2026, con il sospetto che servano a una fabbrica di munizioni.

Da Gioia Tauro a Ravenna, tra burocrazie doganali e autorizzazioni mai richieste, il sistema dei controlli è pieno di falle. E se le armi passano dai porti, le guerre passano dalle basi: da Comiso a Sigonella, fino al MUOS di Niscemi, PresaDiretta ricostruisce il ruolo delle basi americane nell'operazione Epic Fury contro l'Iran, con 518 voli partiti dal nostro territorio e poi lo strappo tra Crosetto e Trump sul mancato scalo dei bombardieri a Sigonella.

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