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Netanyahu all'Onu: «I coloni violenti sono giovani teppisti»

«Da quando Mamdani è stato eletto sindaco molti ebrei non si sentono più sicuri a New York, me l’hanno detto». Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

«Come ha fatto più volte, Netanyahu ha usato il suo discorso per ripetere bugie prive di fondamento, volte a edulcorare il genocidio dei palestinesi. Tuttavia, nessuna menzogna può cambiare il fatto che è destinatario di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per accuse di crimini di guerra e crimini contro l'umanità», ha risposto Zohran Mamdani. 

A decine sono usciti dall’aula quando il premier si è avvicinato al podio, accolto da un misto di fischi, applausi e grida. Di fronte all'immagine di numerose file vuote il primo ministro israeliano ha definito i diplomatici «dei codardi morali. Noi difendiamo anche voi». Dopo il furente j’accuse, mercoledì, del presidente iraniano Pezeshkian («Siete voi i terroristi!»), c’era da aspettarsi che Netanyahu cercasse di rispondere con altrettanto furore. 

Fuori dal Palazzo di Vetro, i cittadini hanno protestato contro la presenza del premier israeliano. Diversi gli arresti, incluso quello dell'attrice Susan Sarandon. Considerando le proteste un esempio di «ipocrisia sconcertante», Netanyahu ha tirato dritto in una difesa a oltranza di Israele, respingendo le accuse di genocidio bollandole come la «più grande bugia del secolo». Ha poi attaccato Francia e Regno Unito per aver definito lo stato ebraico «colonialista» rinviando l'accusa ai due Paesi che sono quelli «che hanno coniato il termine».

Non ha risparmiato il presidente turco Erdogan, «un tiranno che ospita i capi dei terroristi di Hamas». Un attacco a cui la Turchia ha risposto, respingendo le accuse «prive di fondamento», che «non possono far dimenticare i suoi massacri, la catastrofe umanitaria a Gaza e i procedimenti avviati sulla base del diritto internazionale», ha dichiarato Burhanettin Duran, direttore della comunicazione del governo turco, secondo quanto riferito dall'agenzia Anadolu.

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